Ecografia in sala parto: l’Università di Parma vuole SensUS Touch

Amolab contribuisce alla valorizzazione dei beni culturali della città di Lecce attraverso il progetto del Lions Club Lecce Santa Croce “Monumets for all”
21 Febbraio 2022
Amolab tra passato, presente e futuro: ecco il nuovo logo
30 Marzo 2022
locandina workshop Utilità clinica dell'ecografia in sala parto

L’utilità clinica dell’ecografo sviluppato da Amolab sarà al centro di un workshop organizzato su iniziativa del CNR, dell’ateneo emiliano e l’Università Tor Vergata di Roma

Giornata teorica e pratica sull’uso clinico dell’ecografia intraparto, con l’utilizzo esclusivo del dispositivo SensUS Touch di Amolab: il 25 febbraio 2022 si svolgerà a Parma il workshop dedicato all’“Utilità clinica dell’ecografia in sala parto”. L’evento si terrà presso l’NH Hotel di Parma, in via Paolo Borsellino.

La finalità del workshop

Maria Giovanna Di Trani

“Sarà la prima di tre giornate organizzate in Italia su iniziativa congiunta del CNR di Lecce (Consiglio nazionale delle ricerche) e delle Università di Parma e Tor Vergata di Roma”, spiega la software developer di Amolab, la dottoressa Maria Giovanna Di Trani.

Amolab è partner esclusivo di questo e di una serie di eventi analoghi che, nelle prossime settimane, avranno luogo in Italia e all’estero per la formazione su scala internazionale del personale medico ed ostetrico.

“Dopo la tappa emiliana, il workshop sarà organizzato nei prossimi mesi anche nel centro e nel sud Italia, in modo tale da coprire tutta la penisola e permettere una più vasta partecipazione al corso che ha come obiettivo la formazione sull’uso dell’ecografia in sala parto”, prosegue Di Trani.

“L’uso dell’ecografia in sala parto è una pratica relativamente recente che si sta diffondendo in maniera notevole sia a livello nazionale che internazionale, data la sua straordinaria efficacia nella gestione non invasiva del travaglio. L’impiego dell’ecografo nel monitoraggio del parto sta anche trovando consolidamento nelle linee guida nel settore specifico della ginecologia e dell’ostetricia”, sottolinea.

“È evidente, quindi, che ci sia una grande attenzione sull’ecografia da parte degli opinion leader del settore. Il workshop mira alla formazione non solo teorica, ma anche pratica, attraverso presentazioni tenute dai massimi esperti a livello internazionale e specifiche esercitazioni con i nostri dispositivi. In questo modo, i corsisti potranno completare l’apprendimento delle nozioni con una parte pratica svolta sui nostri prodotti dedicati all’insegnamento dell’ecografia intraparto e al monitoraggio automatico dei parametri di progressione del parto indicati nelle linee guida”, conclude la dott.ssa Di Trani.

Il dispositivo SensUS Touch

Tullio Ghi

“SensUS è un dispositivo a ultrasuoni di ultima generazione per il monitoraggio in tempo reale del travaglio, ed è il primo ultra portatile che consente un monitoraggio quantitativo e oggettivo dei più importanti indicatori della progressione della testa del feto durante il travaglio, attraverso scansioni che sono non invasive e completamente automatiche nella loro elaborazione”, sottolinea il prof. Tullio Ghi, ordinario di Ostetricia e Ginecologia dell’Università di Parma.

“Finora, sebbene l’ecografia si sia dimostrata come la metodica rivoluzionaria nella gestione del travaglio, c’è una esigenza di avere a disposizione un dispositivo che sia veloce, intuitivo e automatico”, spiega.

“La progressione del feto durante la fase del travaglio, solitamente, è oggetto di valutazione mediante esplorazione vaginale digitale che può essere fonte di errori e imprecisa e può generare discomfort per la paziente”, aggiunge Ghi.

“L’impiego di SensUS Touch consente, con un dispositivo non invasivo, di ridurre in maniera significativa il tasso di errori e imprecisioni e questo si traduce in un miglioramento nella gestione del parto in termini di riduzione degli interventi ostetrici non necessari e, in ultima analisi, riduzione dei costi e miglioramento degli esiti clinici e della sicurezza per la madre e per il bambino”, conclude il docente.

(a cura di Comunicazione Sanitaria)

Share
Tweet
Pin
Share

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi