Le potenzialità di EcovidUs: parla l’Oncologa polmonare

Le potenzialità di EcovidUs: parla l’Oncologa polmonare

Intervista alla D.ssa Maria Tsigdinu a più di un anno di distanza dall’adozione presso l’Ospedale di Lecce del device ecografico brevettato da Amolab

La dottoressa Maria Tsigdinu, specialista in Oncologia presso il reparto di Pneumologia dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce, è stata intervistata a maggio 2022 dal giornalista sanitario e divulgatore scientifico Mario Maffei.

Dalla corsia del maggiore nosocomio salentino, l’Onocologa polmonare ha parlato della sua esperienza di oltre un anno con EcovidUs, il device ultrasonografico di Amolab dedicato alla diagnosi delle patologie polmonari con particolare attenzione a quelle provocate dal Covid-19.

In effetti proprio la possibilità di individuare le polmoniti da Covid è stato il “trigger” che ha prodotto l’interesse della specialista nei confronti di EcovidUs, portando al suo utilizzo sia nell’ambito del pronto soccorso sia nella sezione di pneumologia dedicata alla Sars-CoV2 del nuovo Dipartimento di emergenza e accettazione (Dea) del Fazzi.

Tsigdinu ha sottolineato la grande utilità dello strumento in tutte le fasi, screening, infezione e successivo monitoraggio, individuando nella semplicità d’uso (grazie anche all’utilizzo dell’intelligenza artificiale), nell’accuratezza della refertazione prodotta (ottenuta scansionando 14 zone polmonari) completa di Pneumonia score e Covid index (la probabilità che la polmonite sia dovuta al virus) e nell’estrema portabilità e manovrabilità i suoi punti di forza.

Su quest’ultimo aspetto la dottoressa Tsigdinu si è ulteriormente soffermata sottolineando come, vista la somiglianza con un tablet, sia possibile inserire EcovidUs in una borsa e recarsi a casa del paziente, ad esempio nei casi di soggetti con ridotta mobilità.

Prima parte dell’intervista:

La d.ssa Maria Tsigdinu, confessando la sua passione per la Telemedicina, ha poi risposto ad alcune domande a riguardo. È emerso come EcovidUs sia già pronto per questo tipo di applicazione che potrebbe risolvere molti problemi legati all’impossibilità di spostamento di diverse tipologie di pazienti, ma anche alle difficoltà di raggiungere determinati territori come quelli montuosi o le tante isole della Grecia, sua patria d’origine.

Con questo entusiasmo la dottoressa ha concluso con la speranza e l’augurio che anche le infrastrutture necessarie per rendere effettivo l’utilizzo delle potenzialità della telemedicina (diffusione e capacità delle reti, centri di raccolta dei dati, etc.) siano al più presto disponibili visto che innovativi device come EcovidUs aspettano solo di essere sfruttati al meglio.

Seconda parte dell’intervista:

Condividi questo post